{"id":4,"date":"2015-07-01T15:04:50","date_gmt":"2015-07-01T13:04:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.arciconfrssrosario.it\/wordpress\/?page_id=4"},"modified":"2025-11-26T10:48:36","modified_gmt":"2025-11-26T09:48:36","slug":"chi-siamo","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.arciconfrssrosario.it\/?page_id=4","title":{"rendered":"Chi siamo"},"content":{"rendered":"\n<p>La confraternita del SS.Rosario del Trivione fu fondata nel 25 novembre 1590 presso la chiesa di s. Sebastiano, nella quale dispone di una cappella e di una nicchia. In seguito, per esigenze di maggiore raccoglimento dei confratelli, trasfer\u00ec la sua sede presso l\u2019attuale oratorio in via Sanzano.<\/p>\n<p>Il 30 settembre 1761 da Ferdinando IV, re delle Due Sicilie, ottenne l\u2019approvazione dello statuto. Nel 1884 fu innalzata al grado di arciconfraternita dall\u2019arcivescovo di Castellammare di Stabia, Vincenzo Maria Sarnelli.<\/p>\n<p>L\u2019oratorio, costituito da un unico ambiente rettangolare, \u00e8 caratterizzato da un rivestimento in legno di noce, variamente decorato e lavorato che ne ricopre i tre lati maggiori, della seconda met\u00e0 del \u2018700. L\u2019opera, di notevole interesse artistico e tecnico, eseguito da esperti artigiani su disegno dell\u2019architetto che progett\u00f2 l\u2019ambiente sacro, costituisce un tutt\u2019uno con la decorazione settecentesca: l\u2019alta copertura che riveste le pareti la porta a compimento e continua con stucchi dorati e finti marmi. I lunghi banchi sono di tre ordini di posto e il dossale dei posti superiori copre anche i lati minori dell\u2019aula. Su una delle pareti minori, tra due porte, vi \u00e8 l\u2019altare, realizzato con marmi policromi e sculture: appartiene allo stile di transizione rococ\u00f2-impero, \u00e8 di pregevole fattura e ricorda l\u2019altare della sagrestia di s. Giacomo Maggiore a Quisisana in Castellammare di Stabia, mentre i putti dei capialtari, databili allo stesso periodo, in marmo di Carrara, valida opera di scultore napoletano non lontano dal mondo artistico del Sammartino, richiamano alla mente i due putti dell\u2019altare maggiore della chiesa del Ges\u00f9 in Castellammare di Stabia. La pala d\u2019altare raffigura la Vergine del Rosario in gloria tra eminenti figure di santi domenicani: Maria con in braccio Ges\u00f9 Bambino offre la corona del Rosario a S. Domenico, posto a sinistra rispetto all\u2019osservatore, alle sue spalle s. Pio V e s. Tommaso d\u2019Aquino; a destra in basso s. Caterina da Siena e vicino alla Vergine s. Rosa da Lima. Ad oggi \u00e8 presente una copia giacch\u00e9 l\u2019originale fu trafugata nel febbraio 1988. Di fronte all\u2019altare vi \u00e8 il banco degli amministratori che ospita il priore e sei consiglieri ai quali spetta un posto preminente; il sedile del secondo ordine \u00e8 mobile e contiene una bara dorata e la coltre (drappo funebre che si usa per coprire la bara) per i funerali e le esequie dei confratelli; al di sopra di esso si trova un grazioso organetto ottocentesco con diversi registri. I defunti riposavano nell\u2019ipogeo sottostante all\u2019oratorio fino agli inizi del XIX secolo, in seguito la confraternita dispose di una propria cappella cimiteriale. Sul lato destro dell\u2019ambiente insiste un pulpito ligneo realizzato nel 1853 da Ignazio Rispoli, architetto del sodalizio; a sezione rettangolare, poggia su quattro pilastri decorati da paraste scanalate. Nel lato sinistro vi \u00e8 una vetrina progettata per accogliere la statua della Madonna del Rosario, dovendosi trasferire dalla vicina chiesa di s. Sebastiano in cui nel 1799 gi\u00e0 esisteva una nicchia con elegante e ricca cornice in marmi policromi. La Vergine, incoronata, ha nella destra un rosario e sul palmo della mano sinistra regge il Bambino; si tratta del tipico pupo napoletano settecentesco \u2013 la cui caratteristica \u00e8 quella di essere costituito da un busto e una parte sottostante a forma di gabbia &#8211; con abito e accessori feriali e festivi. La titolare dell\u2019arciconfraternita \u00e8 festeggiata tradizionalmente la prima domenica di ottobre a ricordo della vittoria della Lega Santa contro gli Ottomani a Lepanto in data domenica 7 ottobre 1571. A seguito dell\u2019evento Pio V istitu\u00ec la festa di Nostra Signora delle Vittorie, poi denominata del SS. Rosario della Beata Vergine Maria dal suo successore Gregorio XIII. Questo tema \u00e8 raffigurato nel tondo posto al centro del soffitto, opera del 1948 di Gustavo Girosi. Sulle pareti in alto vi sono tele di Giacinto Diano o della sua scuola, di notevole interesse artistico, e raffigurano gli eventi salienti della vita di Maria: l\u2019Immacolata Concezione, la Nativit\u00e0 di Maria, la Presentazione di Maria al Tempio, l\u2019Annunciazione, il sogno di S. Giuseppe, la Visitazione, la Purificazione e l\u2019Assunzione.<\/p>\n<p>Nel deposito della sagrestia si trova una pedana processionale in legno scolpito e dorato dei decenni centrali del \u2018700 e acquistata dalla congregazione nel 1862; in stile barocco a tronco di piramide a base quadrata le cui facce sono traforate e costituite da foglie, volute e cartocci. Inoltre, si conservano gli ornamenti utilizzati per le Quarantore (ostensione solenne prolungata del SS. Sacramento) tra cui si annoverano candelabri, tronetto, ostensorio, turibolo, palme decorative, baldacchino, torce processionali. Nella sagrestia si conservano preziosi libri e paramenti liturgici per ogni occasione e quattro tele della scuola di Francesco de Mura, allievo del Solimena.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La confraternita del SS.Rosario del Trivione fu fondata nel 25 novembre 1590 presso la chiesa di s. Sebastiano, nella quale dispone di una cappella e di una nicchia. In seguito, per esigenze di maggiore raccoglimento dei confratelli, trasfer\u00ec la sua sede presso l\u2019attuale oratorio in via Sanzano. 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